Amjad Khan

Mi chiamava “Shorty” sin dal primo giorno in cui ci siamo incontrati sul set del film “Sholay“. Da quel giorno fino all’ultimo, siamo rimasti dei carissimi amici condividendo bellissimi momenti sia personali che professionali.
Mentre stavo girando ”The Great Gamble “ a Goa, Amjad venendo in macchina da Mumbai insieme alla sua famiglia, ebbe un terribile incidente stradale in cui rimase gravemente ferito ma, poiché il luogo in cui avvenne l’incidente era isolato, impiegò moltissimo tempo ad uscire dall’abitacolo distrutto e a liberare sua moglie ed i suoi figli piccoli dalle lamiere contorte. Riuscì in qualche modo nella disperata impresa di portare se stesso e la sua famiglia in ospedale, prima di crollare in coma.
Non appena mi giunse la notizia dell’incidente , raggiunsi l’ospedale; lo scenario che mi si presentò davanti era terribile: Amjad era incosciente e respirava con grande difficoltà. I suoi polmoni erano stati perforati da alcune costole che si erano rotte nell’incidente ed aveva bisogno di un urgente intervento chirurgico. I medici sconsigliavano di trasportarlo fino a Mumbai. A quel punto, le sue condizioni critiche, non davano molte possibilità di scelta, dovevamo prendere una decisione: la più difficile delle decisioni. Nessuno di noi si vece avanti per firmare il documento che solleva i medici dalle responsabilità nel caso qualcosa andasse storto durante una operazione. Allora telefonai alla sua famiglia che si trovava a Mumbai spiegando che cosa era accaduto e loro, dopo avermi detto che non sarebbero arrivati in tempo da Mumbai, mi dissero di autorizzare i medici ad intervenire. Quando nessuno della produzione si fece avanti per firmare il documento, presi la penna in mano e firmai senza esitazione.
L’intervento fortunatamente andò a buon fine e così potei organizzare un volo charter per riportarlo a Mumbai e lì, una volta ristabilitosi, poté fare ritorno sul set. L’incidente ci avvicinò ancora di più e quando Amjad venne dimesso dall’ospedale, mi scrisse una delle lettere più emozionanti della mia vita, ce l’ho ancora con me.
Quando ebbi l’incidente sul set di “Coolie” nel 1982, venne molte volte a tenermi compagnia in ospedale e anche durante la mia convalescenza a casa.
Una triste mattina, ricevetti una telefonata che mi informava della sua morte avvenuta nel sonno durante la notte. Sconvolto ed incredulo, raggiunsi la sua abitazione non riuscendo a credere che una persona così vicino a me e così piena di vita non c’era più. Ancora oggi faccio fatica a credere che lui non sia più tra di noi.
una scena tratta dal film Sholay del 1975
qui vediamo Amitabh Bachchan insieme ad Amjad Khan tratto dal film Barsaat Ki Ek Raat del 1981
