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I MAGNIFICI SETTE parte quinta

I MAGNIFICI SETTE parte quinta

Amjad Khan


Mi chiamava “Shorty” sin dal primo giorno in cui ci siamo incontrati sul set del film “Sholay“.  Da quel giorno fino all’ultimo, siamo rimasti dei carissimi amici condividendo bellissimi momenti sia personali che professionali.

Mentre stavo girando ”The Great Gamble “ a Goa, Amjad venendo in macchina da Mumbai insieme alla sua famiglia, ebbe un terribile incidente stradale in cui rimase gravemente ferito ma, poiché il luogo in cui avvenne l’incidente era isolato, impiegò moltissimo tempo ad uscire dall’abitacolo distrutto e a liberare sua moglie ed i suoi figli piccoli dalle lamiere contorte. Riuscì in qualche modo nella disperata impresa di portare se stesso e la sua famiglia in ospedale, prima di crollare in coma.

Non appena mi giunse la notizia dell’incidente , raggiunsi l’ospedale; lo scenario che mi si presentò davanti era terribile: Amjad era incosciente e respirava con grande difficoltà. I suoi polmoni erano stati perforati da alcune costole che si erano rotte nell’incidente ed aveva bisogno di un urgente intervento chirurgico. I medici sconsigliavano di trasportarlo fino a Mumbai. A quel punto, le sue condizioni critiche, non davano molte possibilità di scelta, dovevamo prendere una decisione: la più difficile delle decisioni. Nessuno di noi  si vece avanti per firmare il documento che solleva i medici dalle responsabilità nel caso qualcosa andasse storto durante una operazione. Allora telefonai alla sua famiglia che si trovava a Mumbai spiegando che cosa era accaduto e loro, dopo avermi detto che non sarebbero arrivati in tempo da Mumbai, mi dissero di autorizzare i medici ad intervenire. Quando nessuno della produzione si fece avanti per firmare il documento, presi la penna in mano e firmai senza esitazione.

L’intervento fortunatamente andò a buon fine e così potei organizzare un volo charter per riportarlo a Mumbai e lì, una volta ristabilitosi, poté fare ritorno sul set. L’incidente ci avvicinò ancora di più e quando Amjad venne dimesso dall’ospedale, mi scrisse una delle lettere più emozionanti della mia vita, ce l’ho ancora con me.

Quando ebbi l’incidente sul set di “Coolie” nel 1982, venne molte volte a tenermi compagnia in ospedale e anche durante la mia convalescenza a casa.

Una triste  mattina, ricevetti una telefonata che mi informava della sua morte avvenuta nel sonno durante la notte. Sconvolto ed incredulo, raggiunsi la sua abitazione non riuscendo a credere che una persona così vicino a me e così piena di vita non c’era più.  Ancora oggi faccio fatica a credere che lui non sia più tra di noi.

una scena tratta dal film Sholay del 1975 

qui vediamo Amitabh Bachchan insieme ad Amjad Khan tratto dal film Barsaat Ki Ek Raat del 1981

I MAGNIFICI SETTE parte prima

I MAGNIFICI SETTE parte prima

Quale miglior esordio per questo nuovo spazio dedicato ai grandi nomi della cinematografia indiana, se non avere a nostra a disposizione il grandissimo Amitabh Bachchan, che ripercorre per noi i più bei ricordi che ha condiviso con chi era più affermato di lui, durante i suoi primi passi nel mondo di Bollywood?

Coraggio, facciamoci trasportare in quello che è un vero e proprio viaggio nella memoria del leggendario Big B!

Waheeda Rehman


Avevo sempre ammirato Waheedaji come attrice e come persona prima ancora di diventare attore. Lei e  Dilip saab (Dilip Kumar) sono stati i miei idoli. Così, quando ho avuto l’opportunità di lavorare con lei in Reshma Aur Shera agli inizi della mia carriera, non potevo credere alla mia fortuna. Per me ha sempre simboleggiato l’ideale di donna indiana e nella sua vita personale ho trovato molte cose in comune con lei. Waheeda è una persona tranquilla, timida e riservata, era il ritratto della grazia e della femminilità sia durante le riprese del film che una volta terminate le riprese.

Il mio era un piccolo ruolo all’interno del film, ma l’intera truppe ha trascorso molto tempo nel deserto del Rajasthan accampati in tende in un villaggio nelle vicinanze di Jaisalmer. Lei e sua sorella maggiore Appaji, erano molto gentili ed affettuose con me durante l’intero soggiorno e non mi sono mai sentito uno straniero o un neofita del settore. Mi sentivo come se avessi sempre fatto parte della loro famiglia.

Waheeda Rehman in una scena del film Shagoon del 1964

Con il tempo, ho avuto la possibilità di recitare con Waheeda Rehman in alcuni film che mi vedevano come protagonista, film come Adalat e Kabhi Kabhie e successivamente di averla in veste di mia madre in altri film (Coolie). Oltre ad essere l’artista con più esperienza, lei mi ha sempre incoraggiato e si è presa cura di me nel corso della mia carriera artistica consigliandomi e supportandomi in tutto. È rimasta il mio idolo, ieri come oggi, anzi ancora di più oggi che ha recitato la parte della mamma di Abhishek in un film. Non potrò mai dimenticare un episodio avvenuto durante le riprese di Reshma Aur Shera, quando stavamo girando la scena del sacrificio degli animali nel Palazzo di Jaisalmer. Nel momento in cui il macabro Bali (sacrificio) ha avuto luogo in modo reale a Dusshera, lei che stava al centro della folla che faceva parte della scena, è svenuta cadendo a terra. Sunil Dutt saab e pochi altri compreso me, si precipitò al suo fianco sollevandola tra la folla e in modo fortunoso, riuscì a caricarla in una jeep e a riportarla in hotel dove venne rianimata. Mi sono sentito molto dispiaciuto per lei ma anche onorato di aver avuto il privilegio di far parte delle persone che si sono prese cura di lei. Ancora oggi, ogni volta che la incontro, il suo candore e l’affetto che dimostra sempre nei miei confronti sono intatti e sarò eternamente grato per questo. È stata indimenticabile nella scena girata nel film di Guru Dutt Pyaasa quando lei si affaccia al balcone, eterea e affascinante!

dal film Guide del 1965