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Mumbai Film Festival – 13 – 20 ottobre 2011

Mumbai Film Festival – 13 – 20 ottobre 2011

Era il 1997 quando un gruppo di irriducibili amanti del cinema, capeggiato da Hrishikesh Mukherjee, si riunì a Mumbai per fondare il “Mumbai Academy of Moving Image“: una organizzazione no profit il cui scopo principale era quello di organizzare un festival del cinema internazionale di cui l’industria cinematografica indiana e l’intera nazione potesse andarne orgogliosa.

Attualmente il MAMI è presieduta dal regista indiano Shyam Benegal. Ne fanno parte, in qualità di membri in pianta stabile:

Ashutosh Gowariker: produttore e regista di film quali: Lagaan Once Upon A Time In India, Swades We The People e Jodhaa Akbar.

Yash Chopra: sceneggiatore, regista, produttore e fondatore della Yash Raj Films. Tra i suoi film diretti, ricordiamo Veer Zara, innumerevoli i successi cinematografici raggiunti con  la celeberrima casa di produzione YRF.

Jaya Bachchan: attrice di notevoli doti artistiche, moglie della leggenda indiana Amitabh Bachchan con cui ha recitato in moltissimi film di successo.

Amol Palekar: attore e regista. Tra i film diretti, ricordiamo Paheli con SRK e Rani Mukherjee.

Shabana Azmi: attrice ed attivista sociale. Tra i film interpretati ricordiamo Fire, Earth 1947 (è la voce da adulta di Lenni) di Deepa Mehta, Umrao Jaan (2006) e Honeymoon Travels Pvt. Ltd. Seconda moglie del paroliere Javed Akhtar.

Amit Khanna: produttore e paroliere.

Karan Johar: produttore e regista di tantissimi film di successo molti dei quali vede protagonista Shah Rukh Khan di cui è anche amico fraterno.

Farhan Akhtar: attore, cantante, produttore e regista. Tra i suoi ultimi lavori come produttore, l’attesissimo Don 2 con SRK, Zindagi Na Milegi Dobara è il suo ultimo lavoro in veste di attore.

Il Consiglio di Amministrazione del MAMI, sin dal lontano 1997 ha dato una chiara motivazione dello scopo di questo Festival:

“Riteniamo che al momento, ci sia il bisogno di diffondere ed inculcare del buon cinema tra il pubblico indiano. L’unico modo per raggiungere questo obiettivo è di celebrare il cinema ospitando un festival cinematografico internazionale a Mumbai. (luogo di nascita del cinema indiano).

Il Mumbai Academy of Moving Image (MAMI) si è impegnato ad avviare a Mumbai il primo festival di cinema indipendente internazionale organizzato da praticanti cineasti “.

Per il quarto anno consecutivo, il Mumbai Film Festival (MFF) ospita al suo interno il “Rendez-vous con il cinema francese” Si tratta di una rassegna con la visione dei 10 migliori film della nuova cinematografia francese, accompagnata da una folta presenza tra attori e registi transalpini, con il benestare dell’ambasciata francese in India e che prevede appunto, la promozione di film in India supportando quindi i distributori indiani nel non facile compito di promuovere la visione delle pellicole francesi tra il pubblico indiano.

Il FMM è, al suo interno, suddiviso in varie sessioni, vediamole insieme:

International Competition dedicata ai lungometraggi girati da nuovi registi provenienti da tutto il mondo, la giuria è presieduta dal regista, produttore e sceneggiatore anglo scozzese Hugh Hudson;

World Cinema dedicata alla visione dei film di maggior successo commerciale dell’ultimo anno, provenienti da tutto il mondo.

Dimensions Mumbai  arriva direttamente da un’idea dell’attrice Jaya Bachchan che, durante la preparazione della 10ma edizione, vuole offrire la possibilità a giovani di meno di 25 anni, di cimentarsi in cortometraggi della durata di 5 minuti. Questi cortometraggi devono raffigurare la vita di Mumbai e possono essere prodotti in qualsiasi formato. Presidente della giuria è la regista indiana Kiran Rao il cui primo lavoro da regista, “Dobhi Ghat-Mumbai Diares” è stato favorevolmente accolto dal pubblico e dalla critica. Ricordo che, oltre ad essere la moglie di Aamir Khan, Kiran ha avuto una carriera da aiuto regista, davvero notevole, avendo lavorato con registi di fama internazionale quali Ashutosh Gowariker (Lagaan e Swades), Mira Nair (Monsoon Weeding) ed in ultimo (ma solo per data) Aamir Khan (Taare Zameen Par).

Celebrate Age si tratta di una sessione dedicata a film, cortometraggi, documentari ed altro, il cui argomento principale riguarda l’avanzare degli anni… insomma di come ci si possa divertire, anche invecchiando. Questa sessione è curata direttamente da una fondazione: la Harmony Silver Fondation. Presidente della giuria è il celeberrimo regista indiano Basu Chatterjee

Retrospectives è facile immaginare…. si tratta di una sessione dedicata ai capolavori del passato dove sia nostalgici che giovani, potranno godere della visione di questi grandi film.

Indian Frame in questa sessione è possibile assistere alla proiezione di film girati nell’ultimo anno, di tutte le cinematografie dell’India, dando quindi spazio e notorietà internazionale a tutti i registi, attori e produttori indiani.

New faces in Indian Cinema come suggerisce il titolo della sessione, si tratta di una vera e propria piattaforma di lancio per giovani registi alle prese con i loro primi lavori.

Per ulteriori notizie, ecco il link ufficiale del festival. http://mumbaifilmfest.com/Mami/index_v2.php?page=home

Naturalmente non appena avremo notizie riguardo i vincitori delle varie sessioni, vi aggiorneremo al riguardo.

 

Per ora è tutto.

Bollywood Magazine… ci siamo quasi

Bollywood Magazine… ci siamo quasi

Manca davvero poco all’uscita del primo numero del mensile italiano “Bollywood Magazine”, infatti la rivista sarà nelle edicole italiane da mercoledì 20 aprile.

Tra le moltissime cose interessanti che troverete all’interno della rivista, che ricordo si occupa oltre al mondo patinato del cinema di Bollywood, anche delle iniziative che si svolgono nel nostro Paese da parte delle comunità del sub continente indiano residenti in Italia,Vi segnalo alcuni esempi:
- l’intervista ad alcuni componenti del cast del musical “Bollywood Love Story”, che proprio lo scorso 10 aprile hanno concluso la breve (troppo breve direi…) turnee italiana, come il regista Sanjoy Roy, il coreografo Gilles Chuyen, l’agente e attore nonchè narratore Wolfram Kremer e la produttrice Sharupa Dutta;
- interviste ad attori di Bollywood come Shah Rukh Khan, Amitabh Bachchan, Hrithik Roshan, Abishek Bachchan, Tushar Kapoor;
- un servizio sulla permanenza di Hugh Jackman in India in occasione del Federation of Indian Chambers of Commerce and Industry (FICCI) che si è tenuto lo scorso mese di marzo a Delhi;
- una intervista all’attrice già miss India 2007, Sarah Jane Dias co-protagonista nel film di Abhishek BachchanGame”;
Quindi a questo punto, non ci resta che andare nelle edicole e, a partire dal 20 aprile, chiedere la nostra copia di “Bollywood Magazine”!.

I MAGNIFICI SETTE – ultima parte

I MAGNIFICI SETTE – ultima parte

SUNIL DUTT

Dutt saab e Nargisji sono stati i primi ad ospitarmi a Bombay (ora Mumbai) quando ho avuto la mia prima audizione ufficiale per provare ad entrare nell’industria cinematografica. Era il 1968 ed è stato Mohan Segal a dirigermi nel provino per un film con Manoj Kumar per gli Rooptara Studios.

Soggiornavo presso l’Hotel Ajanta, a quel tempo costava Rs 1000. Per mio padre era molto dura procurarsi quella cifra, era il suo guadagno mensile.

Dopo il provino, ho avuto modo di incontrarli a casa loro, poi mi hanno portato ad una festa che si svolgeva a casa di Sadhanaji. In quella occasione ho assistito ad un acceso scontro tra un produttore e un giornalista, volavano piatti e cibo da entrambe le parti, incuranti della padrona di casa che andava in giro per il suo lavoro, come se nulla fosse accaduto.

Mi ricordo di aver trovato molto problematico  il ritorno a Delhi, dove vivevo con i miei genitori, dopo aver rassegnato le dimissioni dal mio lavoro a Calcutta (ora Kolkata). Non dimenticherò mai quel loro gesto e per questo, li rispetto ancora oggi.

Più tardi io e Dutt saab eravamo insieme in Reshma Aur Shera dove avevo anche io una parte. Ricordo che mi chiese di partecipare alle discussioni sulla storia nel suo ufficio insieme al regista Sukhdev ed altri soci, fino a tarda notte e a volte le riunioni duravano fino al mattino.

Mi sono trovato completamente incapace di esser lucido durante quelle riunioni ad ore ultraterrene e mi chiedevo come avrei mai potuto sopravvivere a queste circostanze. Più tardi durante la mia carriera, ci sono stati molti casi in cui abbiamo girato per tutta la notte fino al mattino, senza che nessuno di noi si lamentasse. La vita! Comunque è stato un vero piacere lavorare in questo film. Il deserto del Rajasthan, il campo dove abbiamo vissuto per mesi tagliati completamente fuori dal resto del mondo, incontrando moltissimi dei miei futuri colleghi inclusi Vinod Khanna e soprattutto poter stare in compagnia della mia attrice preferita Waheedaji.

Sunil Dutt e Nargisji mi hanno supportato moltissimo in quegli anni, sempre pronti ad incontrami, a darmi consigli. Io e Dutt abbiamo lavorato ancora insieme in Shaan e sempre insieme, siamo andati in Parlamento.

Lui era un individuo audace e coraggioso. Aveva un desiderio nascosto, quello di essere un generale dell’esercito e sicuramente avrebbe dato il meglio di sé anche in questo caso.

L’ultima volta che lo vidi, era ricoverato in terapia intensiva presso il Breach Candy Hospital dopo essere scampato miracolosamente ad un incidente aereo. La sua scomparsa improvvisa è stato per me, un vero e proprio shock. Penso che nella vita reale, abbia vissuto il ruolo di uno dei suoi personaggi più famosi, Birju in Mother India – il primo giovane arrabbiato del cinema indiano!

Il mio nome è Mohammed Aamir Hussain Khan – parte seconda

Il mio nome è Mohammed Aamir Hussain Khan – parte seconda

Vede i Khan presenti a Bollywood come una comunità nel senso più ampio del termine?

No, non io. Non perché non vedo i Khan come una comunità ma perché non riesco a vedere nessuno

come una comunità. Per me, ognuno è un essere umano, non penso che lui è della mia casta, è della

mia comunità. Penso che lui sia un essere umano. Apprezzo la persona sulla base a quello che lui

o lei è, e non in base a quello che rappresenta.

Secondo lei, è solo una coincidenza che le prime tre stelle di Bollywood siano Khan?

Io penso che si tratti davvero di una coincidenza, non mi sento di attribuirlo a qualcosa di più. Ma i

Khan hanno percorso una lunga strada nell’industri del cinema Hindi dopo l’indipendenza.

Alcuni hanno cambiato il nome, vedi ad esempio Dilip Kumar (Yussuf Khan), altri invece no come

ad esempio i Khan che sono presenti ora. Erano tempi difficili, ed è difficile anche solo commentare

quello che è accaduto a 60 anni di distanza.

Un nuovo libro afferma che la maggior parte dei giovani parlamentari in India, provengono da dinastie politiche. Politica dinastica, sembra essere l’unico genere in India oggi. Pensa che valga anche per Bollywood?

No, non è così. Qui non importa chi sei, con chi sei collegato. Se non sei connesso con il pubblico,

non puoi durare molto. Il cinema, non è come la politica. Il cinema è una grande livella. Questo è un

modo di dire, molto duro, ma è la verità. Un modo migliore per dirlo è che c’è qualcosa che si

connette tra noi e il pubblico. È una cosa immateriale, qualcosa che non si può descrivere. Molto

spesso, nemmeno tu sai di averlo. Non so che cosa la gente veda in me che mi fa essere ancora di

più dell’essere un bravo attore. Ci sono tanti bravi attori, ma qual’è la cosa che collega me con il mio

pubblico? In definitiva, quando il pubblico vuole vedere un mio film lo fa perchè gli piace,

altrimenti non entrerebbe neanche nelle sale.

 

C’è qualcuno in famiglia che l’ha aiutato a capire queste cose? È una cosa innata o può essere insegnata?

Parlando per esperienza personale, è qualcosa che hai dentro di te, non può essere insegnata. Ci

sono migliaia di esempi di persone provenienti da famiglie che lavorano nel mondo del cinema,

ma che film non ne fanno mentre ci sono persone che pur non provenendo da queste famiglie, fanno

cinema, mi riferisco ad esempio ad Amitabh Bachchan, Shah Rukh Khan e Akshay Kumar.

 

 

(segue)

I MAGNIFICI SETTE parte quinta

I MAGNIFICI SETTE parte quinta

Amjad Khan


Mi chiamava “Shorty” sin dal primo giorno in cui ci siamo incontrati sul set del film “Sholay“.  Da quel giorno fino all’ultimo, siamo rimasti dei carissimi amici condividendo bellissimi momenti sia personali che professionali.

Mentre stavo girando ”The Great Gamble “ a Goa, Amjad venendo in macchina da Mumbai insieme alla sua famiglia, ebbe un terribile incidente stradale in cui rimase gravemente ferito ma, poiché il luogo in cui avvenne l’incidente era isolato, impiegò moltissimo tempo ad uscire dall’abitacolo distrutto e a liberare sua moglie ed i suoi figli piccoli dalle lamiere contorte. Riuscì in qualche modo nella disperata impresa di portare se stesso e la sua famiglia in ospedale, prima di crollare in coma.

Non appena mi giunse la notizia dell’incidente , raggiunsi l’ospedale; lo scenario che mi si presentò davanti era terribile: Amjad era incosciente e respirava con grande difficoltà. I suoi polmoni erano stati perforati da alcune costole che si erano rotte nell’incidente ed aveva bisogno di un urgente intervento chirurgico. I medici sconsigliavano di trasportarlo fino a Mumbai. A quel punto, le sue condizioni critiche, non davano molte possibilità di scelta, dovevamo prendere una decisione: la più difficile delle decisioni. Nessuno di noi  si vece avanti per firmare il documento che solleva i medici dalle responsabilità nel caso qualcosa andasse storto durante una operazione. Allora telefonai alla sua famiglia che si trovava a Mumbai spiegando che cosa era accaduto e loro, dopo avermi detto che non sarebbero arrivati in tempo da Mumbai, mi dissero di autorizzare i medici ad intervenire. Quando nessuno della produzione si fece avanti per firmare il documento, presi la penna in mano e firmai senza esitazione.

L’intervento fortunatamente andò a buon fine e così potei organizzare un volo charter per riportarlo a Mumbai e lì, una volta ristabilitosi, poté fare ritorno sul set. L’incidente ci avvicinò ancora di più e quando Amjad venne dimesso dall’ospedale, mi scrisse una delle lettere più emozionanti della mia vita, ce l’ho ancora con me.

Quando ebbi l’incidente sul set di “Coolie” nel 1982, venne molte volte a tenermi compagnia in ospedale e anche durante la mia convalescenza a casa.

Una triste  mattina, ricevetti una telefonata che mi informava della sua morte avvenuta nel sonno durante la notte. Sconvolto ed incredulo, raggiunsi la sua abitazione non riuscendo a credere che una persona così vicino a me e così piena di vita non c’era più.  Ancora oggi faccio fatica a credere che lui non sia più tra di noi.

una scena tratta dal film Sholay del 1975 

qui vediamo Amitabh Bachchan insieme ad Amjad Khan tratto dal film Barsaat Ki Ek Raat del 1981

I MAGNIFICI SETTE parte quarta

I MAGNIFICI SETTE parte quarta
Mehmood

Mehmood bhai, suo fratello Annu (Anwar Ali) e io abbiamo lavorato insieme nel mio primo film Saat Hindustani rimanendo poi dei grandi amici. Durante questi 41 anni di collaborazione Annu e io siamo rimasti in contatto per tutto il tempo durante e anche fuori il set.
Mi sono reso conto di stare insieme ad una famiglia di amici a Mirne Drive durante quei primi anni. Annu viveva con suo fratello Mehmood bhai in Andheri. Quando divenne un problema per noi incontrarci, Annu mi invitò ad andare a stare da lui. Così andai in un appartamento indipendente di sua proprietà, dove abitavano tutti i suoi familiari. Non c’è stato un momento in cui mi abbia fatto sentire come uno che non faceva parte della sua famiglia.

Gori Chalo Na Hans Ki Chaal tratto dal film Beti Bete del 1964
È stato Mehmood che mi ha aiutato durante il mio periodo più difficile, dandomi un ruolo da protagonista in Bombay to Goa andando contro tutto e contro tutti. Quando ero depresso, ha chiesto al sig. Pramod Chakravarty il più grande regista di successo di quel periodo, di farmi fare un film e malgrado questo non venne mai realizzato, ricevetti all’atto della firma ben 5000 Rs. Anche il solo fatto di aver avuto una proposta di lavoro con questo grandissimo regista bengali, moralmente mi fu di molto aiuto.
Mehmood era una persona di gran cuore, molto generosa e per me era l’attore più talentuoso che l’India abbia mai avuto. Nessuno fino ad ora è stato in grado di eguagliare il suo senso della commedia, il suo era un talento che proveniva direttamente da Dio.
Quando poi il successo ha tornato a sorridermi, ebbene lui era il più felice di tutti… coniò appositamente per me, una frase di cui ancora oggi me ne chiedo il motivo: “Danger Diabolic!”
Dopo aver lavorato con il leggendario Raj Kapoorji, gli chiese di avere qualcosa di personale da poter conservare come un tesoro e Rajji gli donò un pullover a mezze maniche di colore verde… Quando Mehmood Bhai vide una delle mie performance, mi regalò questo pullover in segno di apprezzamento. Ce l’ho ancora con me.
A for Apple B for Baby tratto dal film Sadhu Aur Shaitaan del 1968

I MAGNIFICI SETTE parte terza

I MAGNIFICI SETTE parte terza
Ashok Kumar

Dada Muni era molto caro all’interno dell’industria cinematografica, con un sorriso e uno scherzo per ogni occasione.
Voleva essere sempre molto preparato anche quando lavorava ad 80 anni. Il suo spirito e la sua verve, sicuramente avrebbero messo in imbarazzo qualsiasi giovane attore.
Apna Hai Phir Bhi tratto dal film Bhai Bhai del 1956 con Ashok Kumar e Kishor Kumar
Aveva imparato da solo il metodo della omeopatia curando diversi suoi colleghi che soffrivano di importanti problemi medici.
Sul set legava con estrema facilità anche con chi poteva avere l’età dei suoi nipoti. Ha avuto una lunghissima carriera, che va dai primi anni del cinema indiano fino alla sua scomparsa avvenuta a 90 anni.
Era giocoso di natura ed era una gioia averlo sul set, raccontando nel suo modo inimitabile,  le storie dei tempi andati.
Sanjeev Kumar

Hari Bhai, come veniva affettuosamente chiamato, era un altro talento eccezionale. Le sue performance casual e spensierate erano una delizia da vedere. Abbiamo fatto molti film insieme ed ognuno di essi è stata un’esperienza memorabile.
Non solo per la possibilità di imparare da un tale illustre artista, ma anche per il tempo passato con lui in modo informale.
Zindagi Mein Sada Muskurate Raho tratto dal film Raahee del 1987 con Smita Patil , mamma del giovane attore Prateik Babbar
Un amante della vita, vissuta alle sue condizioni. Dotato di un sottile senso dell’umorismo, ci deliziava con i suoi numerosi aneddoti fuori dal set.
E ‘stato molto vicino a Jaya (Bachchan) e le era estremamente affezionato. Avevano lavorato insieme in numerosi film e la considerava come la sua sorellina ed una confidente.
Il cibo era la sua debolezza ma non si è mai preoccupato delle conseguenze.
Penso che avesse avuto un presentimento che non sarebbe vissuto a lungo e per questo motivo non si è mai sposato.

I MAGNIFICI SETTE parte seconda

I MAGNIFICI SETTE parte seconda

Nutan


Tutti noi ammiravamo Nutanji. Lei, insieme a Waheedaji era la quintessenza della donna indiana per le sue caratteristiche e per alcuni toccanti film che ha fatto con il grande Bimal Roy

Kaali Ghata Chaye tratto dal film Sujata del 1959 diretto da Bimal Roy


Una grandissima professionista che avrebbe imbarazzato le sue colleghe per la puntualità e la preparazione dimostrata sui set. Ho girato Saudagar con lei e molte scene erano girate in un piccolo villaggio a Chinna Creek, lontano molte miglia dalla strada e molto prima del ponte costruito sul torrente. Ma alle 6 del mattino, lei era la prima ad arrivare pronta a girare e già con il make-up!

Una artista molto sensibile, mi ha molto sostenuto durante i miei primi anni nel mondo del cinema.

Chhod do Aanchal tratto dal film Paying Guest del 1957 con il grande attore e produttore di Bollywood Den Anand


Frequentavo ancora l’università di Delhi, quando una volta ho visto lei attraversare la strada con suo marito (il compianto Capitano Rajneesh Behl) per andare al Connaught Place e quasi cadevo dal mio scooter.

Averla come mia partner fu un altro miracolo per me. Parlando dolcemente, otteneva il tuo rispetto fin dal momento che eri nelle sue vicinanze.

Negli ultimi anni aveva iniziato ad esibirsi sul palco come cantante. Nel corso di una cerimonia tenuta nei pressi di Delhi una volta in cui Nutan era tra i partecipanti, mi chiese di camminare insieme a lei e di presentarla. E’ stato un onore per me e in quel momento mi sono sentito un privilegiato.


I MAGNIFICI SETTE parte prima

I MAGNIFICI SETTE parte prima

Quale miglior esordio per questo nuovo spazio dedicato ai grandi nomi della cinematografia indiana, se non avere a nostra a disposizione il grandissimo Amitabh Bachchan, che ripercorre per noi i più bei ricordi che ha condiviso con chi era più affermato di lui, durante i suoi primi passi nel mondo di Bollywood?

Coraggio, facciamoci trasportare in quello che è un vero e proprio viaggio nella memoria del leggendario Big B!

Waheeda Rehman


Avevo sempre ammirato Waheedaji come attrice e come persona prima ancora di diventare attore. Lei e  Dilip saab (Dilip Kumar) sono stati i miei idoli. Così, quando ho avuto l’opportunità di lavorare con lei in Reshma Aur Shera agli inizi della mia carriera, non potevo credere alla mia fortuna. Per me ha sempre simboleggiato l’ideale di donna indiana e nella sua vita personale ho trovato molte cose in comune con lei. Waheeda è una persona tranquilla, timida e riservata, era il ritratto della grazia e della femminilità sia durante le riprese del film che una volta terminate le riprese.

Il mio era un piccolo ruolo all’interno del film, ma l’intera truppe ha trascorso molto tempo nel deserto del Rajasthan accampati in tende in un villaggio nelle vicinanze di Jaisalmer. Lei e sua sorella maggiore Appaji, erano molto gentili ed affettuose con me durante l’intero soggiorno e non mi sono mai sentito uno straniero o un neofita del settore. Mi sentivo come se avessi sempre fatto parte della loro famiglia.

Waheeda Rehman in una scena del film Shagoon del 1964

Con il tempo, ho avuto la possibilità di recitare con Waheeda Rehman in alcuni film che mi vedevano come protagonista, film come Adalat e Kabhi Kabhie e successivamente di averla in veste di mia madre in altri film (Coolie). Oltre ad essere l’artista con più esperienza, lei mi ha sempre incoraggiato e si è presa cura di me nel corso della mia carriera artistica consigliandomi e supportandomi in tutto. È rimasta il mio idolo, ieri come oggi, anzi ancora di più oggi che ha recitato la parte della mamma di Abhishek in un film. Non potrò mai dimenticare un episodio avvenuto durante le riprese di Reshma Aur Shera, quando stavamo girando la scena del sacrificio degli animali nel Palazzo di Jaisalmer. Nel momento in cui il macabro Bali (sacrificio) ha avuto luogo in modo reale a Dusshera, lei che stava al centro della folla che faceva parte della scena, è svenuta cadendo a terra. Sunil Dutt saab e pochi altri compreso me, si precipitò al suo fianco sollevandola tra la folla e in modo fortunoso, riuscì a caricarla in una jeep e a riportarla in hotel dove venne rianimata. Mi sono sentito molto dispiaciuto per lei ma anche onorato di aver avuto il privilegio di far parte delle persone che si sono prese cura di lei. Ancora oggi, ogni volta che la incontro, il suo candore e l’affetto che dimostra sempre nei miei confronti sono intatti e sarò eternamente grato per questo. È stata indimenticabile nella scena girata nel film di Guru Dutt Pyaasa quando lei si affaccia al balcone, eterea e affascinante!

dal film Guide del 1965